Berlusconi condannato a un anno per il caso Unipol: "Persecuzioni intollerabili"

Il leader del Pdl Silvio Berlusconi ha affidato a una nota la sua messa a punto sulla vicenda della condanna a un anno per il caso Unipol arrivata questa mattina: "La sentenza del Tribunale di Milano sulla vicenda Unipol comprova quanto sostengo da sempre. Sono stato oggetto di migliaia di articoli di giornali e di trasmissioni televisive che hanno propagato ogni e qualsivoglia notizia di indagine sia coperta da segreto sia con divieto di pubblicazione. Ho presentato decine di denunce in merito e mai e poi mai si è arrivati ad un processo. In un caso hanno addirittura smarrito il fascicolo con la mia denuncia. E per la pubblicazione su un giornale non controllato in alcun modo da me, senza neppure portare a processo il direttore responsabile dell'epoca, mi si condanna perché avrei prima della pubblicazione ascoltato la intercettazione in oggetto".
17 AGO 20
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Il leader del Pdl Silvio Berlusconi ha affidato a una nota la sua messa a punto sulla vicenda della condanna a un anno per il caso Unipol arrivata questa mattina: "La sentenza del Tribunale di Milano sulla vicenda Unipol comprova quanto sostengo da sempre. Sono stato oggetto di migliaia diarticoli di giornali e di trasmissioni televisive che hanno propagato ogni e qualsivoglia notizia di indagine sia coperta da segreto sia con divieto di pubblicazione. Ho presentato decine di denunce in merito e mai e poi mai si è arrivati ad un processo. In un caso hanno addirittura smarrito il fascicolo con la mia denuncia. E per la pubblicazione su un giornale non controllato in alcun modo da me, senza neppure portare a processo il direttore responsabile dell'epoca, mi si condanna perché avrei prima della pubblicazione ascoltato la intercettazione in oggetto".
"Mai – ha proseguito il Cav. - l'ho ascoltata ma anche se l'avessi ascoltata, e non è vero, tutti hanno escluso che vi sia mai stata una mia compartecipazione a tale pubblicazione".
"E' davvero impossibile – ha incalzato l'ex premier – tollerare una simile persecuzione giudiziaria che dura da vent'anni e che si ravviva ogni qual volta vi sono momenti particolarmente complessi nella vita politica del Paese". Berlusconi ha poi proposto la sua soluzione: "Soltanto una vera e completa riforma della giustizia potrà consentire che ai cittadini italiani non accada ciò che continuamente accade a me da 20 anni e che continuerà ad accadere, poiché sono ben conscio che anche nei prossimi appuntamenti giudiziari non vi sarà spazio per le doverose assoluzioni che dovrebbero essere pronunciate nei miei confronti e che solo in Corte di Cassazione sarà possibile, come accaduto puntualmente ieri, ottenere giustizia". Queste dunque le affermazioni di Silvio Berlusconi, in un passaggio della nota diffusa a commento della sentenza di condanna per il processo Unipol. Nei procedimenti in corso nei confronti dell'ex premier, nel mese di marzo, sono attese le sentenze Ruby e Mediaset.
Silvio Berlusconi è stato condannato a un anno nell'ambito del processo Bnl-Unipol. A due anni il fratello Paolo Berlusconi. Il collegio della quarta sezione penale presieduto da Oscar Magi ha accolto la richiesta del pm Fabrizio Romanelli e condannato l'ex premier per concorso in rivelazione del segreto d'ufficio per il passaggio di mano dell'intercettazione tra Piero Fassino e Giovanni Consorte nella tentata scalata di Unipol a Bnl. I giudici hanno anche condannato Paolo Berlusconi a 2 anni e 3 mesi (l'accusa aveva chiesto 3 anni e 3 mesi) per concorso in rivelazione di segreto d'ufficio. L'editore del 'Il Giornale' è stato invece assolto dell'accusa di ricettazione e, come chiesto dall'accusa dal reato di millantato credito. Le motivazioni saranno rese note entro 90 giorni.

I fratelli Berlusconi dovranno risarcire Piero Fassino di 800 mila euro, più altri 10 mila relativi alle spese legali. La pubblicazione su 'Il Giornale' di una "conversazione particolarmente significativa" coperta da segreto istruttorio "danneggia una persona di sicuro: Piero Fassino, parlamentare e uomo dell'opposizione", allora segretario Ds. Una tesi dell'accusa condivisa dai giudici che hanno accolto la richiesta di risarcimento. Il legale di Fassino aveva chiesto un risarcimento di un milione di euro.

“Siamo molto sorpresi” è stato il primo commento di uno dei legali di Silvio Berlusconi, l’avv. Piero Longo. "Sono dispiaciuto e costernato perché sono convinto che gli elementi di prova a carico di Silvio Berlusconi siano insufficienti e contradditori, se non del tutto mancanti", ha inoltre aggiunto l'avv. Longo, ma "trattandosi di Berlusconi ed essendo a Milano, non sorprende la condanna. Credo sia la prima volta che qualcuno venga condannato per segreto istruttorio, attendiamo la decisione dei giudici sulla ricusazione del collegio". Il portavoce nazionale del Pdl, Daniele Capezzone parla di “difendere il diritto di un Paese a non vedere rovesciato per via giudiziaria l’esito democraticamente deciso dagli elettori nelle urne”. Per Capezzone “quello che sta accadendo è sotto gli occhi di tutti: "Dopo un risultato elettorale straordinario, il protagonista di quel risultato, Silvio Berlusconi, è oggetto di un fuoco giudiziario, mediatico e politico durissimo e concentrico”.